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Soggiorno per un periodo fino a tre mesi

 

Tutti cittadini dell’Unione Europea (compresi quelli provenienti dalla Romania e dalla Bulgaria e Croazia) possono entrare e soggiornare in Italia fino a tre mesi senza alcuna formalità. Per tali soggetti non è necessario alcun visto di ingresso, ma è sufficiente che dispongano di un documento di identificazione valido almeno all'atto dell'ingresso nel territorio dello Stato.

Il diritto alla libera circolazione è riconosciuto anche al familiare extracomunitario del cittadino dell’Unione che accompagni o raggiunga lo stesso in Italia, purché in possesso di un passaporto valido e, nei casi in cui è richiesto, di un visto di ingresso (in tal caso il visto è rilasciato gratuitamente e con priorità rispetto alle altre richieste). Il visto non è necessario qualora il familiare straniero sia già in possesso di una carta di soggiorno per familiare di cittadino comunitario. Per periodi di soggiorno inferiori a tre mesi nessun altra formalità è richiesta al familiare extracomunitario del cittadino dell’Unione.

Ai fini del godimento dei diritti in materia di ingresso e soggiorno, sono considerati familiari del cittadino dell’Unione:

  • il coniuge (o il partner, qualora la legislazione italiana equiparasse al matrimonio le unioni registrate);

  • i discendenti del cittadino o del coniuge di età inferiore a 21 anni o a carico;

  • gli ascendenti diretti a carico del cittadino o del coniuge. Il D.Lgs. n. 30/2007 prevede, in ogni caso, la possibilità di agevolare l’ingresso anche di altri familiari a carico o conviventi con il cittadino dell’Unione nel paese di provenienza, oppure che per ragioni di salute debbano essere assistiti personalmente dal cittadino dell'Unione. Viene, altresì, agevolato l’ingresso del partner che abbia una relazione stabile con il cittadino dell'Unione debitamente attestata dallo Stato membro di appartenenza. In tutti questi casi l'eventuale rifiuto all’ingresso e soggiorno deve essere motivato dopo aver compiuto un'accurata analisi della situazione personale del richiedente.