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Diritto al soggiorno permanente

 

Il cittadino dell’Unione che ha soggiornato legalmente e in via continuativa, per cinque anni, nel territorio nazionale acquisisce un diritto di soggiorno permanente. Tale titolo esonera l’interessato dalla conservazione dei requisiti previsti dal decreto legislativo per il riconoscimento del diritto di soggiorno.

L’assenza dal territorio nazionale di durata superiore a due anni consecutivi comporta la perdita del diritto.

L’attestazione di soggiorno permanente è rilasciata dal Comune di residenza entro 30 giorni dalla richiesta dell’interessato (corredata dalla documentazione atta a dimostrare la sussistenza delle condizioni previste per la maturazione del diritto). Non pregiudicano la continuità del soggiorno le assenze che non superino complessivamente sei mesi l’anno, ovvero le assenze di durata superiore giustificate dall’assolvimento di obblighi militari ovvero fino a dodici mesi consecutivi per motivi rilevanti (ad es. gravidanza, maternità, malattia gravi, ecc.).

Anche il familiare extracomunitario del cittadino dell’Unione acquisisce il diritto al soggiorno permanente qualora abbia soggiornato sul territorio nazionale per cinque anni, legalmente ed in via continuativa, unitamente al cittadino dell’Unione. In tal caso la richiesta di carta di soggiorno permanente deve essere presentata (prima della scadenza della carta di soggiorno) alla questura del luogo di residenza.

In alcuni casi (pensionamento, sopravvenuta incapacità lavorativa, ecc.) ed a determinate condizioni, è prevista l’acquisizione anticipata (rispetto al termine ordinario di cinque anni) del diritto al soggiorno permanente del cittadino dell’Unione e dei suoi familiari.