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Povertà estreme

 

Il fenomeno della povertà estrema è strettamente legato al concetto di esclusione sociale e in tale ambito il Ministero dedica particolare attenzione alle gravi marginalità e alle persone senza dimora nelle grandi città.  

Per approfondire l'analisi di questo fenomeno nel territorio italiano il Ministero sviluppa un articolato programma d'indagini e studi attraverso:

  • l'acquisizione di dati statistici;
  • l'indagine sui bisogni e sui sistemi di prestazione offerti a queste categorie di persone;
  • la conoscenza delle cause e del progredire delle "carriere di povertà".

Con questo obiettivo sono stati realizzati diversi progetti, studi e statistiche, che permettono una conoscenza sempre più approfondita delle diverse manifestazioni della povertà in Italia. Si tratta di un fenomeno le cui caratteristiche sono state portate alla luce a partire dagli anni '80 grazie ai Rapporti della Commissione di indagine sull'esclusione sociale (CIES) e, nei riguardi della povertà estrema, costituiscono gli elementi necessari ad articolare una riflessione sulle azioni da intraprendere per favorire e promuovere l'inclusione sociale dei senza dimora.    

Indagine nazionale sulle persone senza dimora

È stata presentata il 10 dicembre 2015  la seconda indagine sulle persone senza dimora, realizzata da questo Ministero insieme a Istat, Caritas e Fio.PSD. (Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora). A 36 mesi dallo svolgimento della precedente, che ha fornito per la prima volta un quadro approfondito sul fenomeno delle persone senza dimora e sul sistema di servizi, formali e informali, ad esse destinati, la nuova rilevazione aggiorna l'analisi e approfondisce alcuni aspetti precedentemente non indagati.

Svolta su 158 comuni italiani, selezionati in base alla loro ampiezza demografica, l'indagine stima in 50mila 724 le persone senza dimora in Italia (2,43 per mille della popolazione regolarmente iscritta nei Comuni considerati), in leggero aumento rispetto al 2011 (quando era il 2,31 per mille, corrispondente a 47 mila 648 persone). Sostanzialmente stabile nelle regioni del Nord-ovest, del Centro e delle Isole, la quota dei senza dimora diminuisce nel Nord-est del Paese e aumenta al Sud. In linea generale, rispetto al 2011, il numero dei servizi di mensa e accoglienza notturna diminuisce del 4,2% ma i servizi attivi erogano mensilmente più prestazioni (+ 15,4%, in particolare quelle relative ai servizi di mensa che aumentano del 22%).

Rispetto al 2011 vengono confermate le principali caratteristiche delle persone senza dimora: si tratta per lo più di uomini (85,7%), stranieri (58,2%), con meno di 54 anni (75,8%) - anche se, a seguito della diminuzione degli under34 stranieri, l'età media è leggermente aumentata (da 42,1 a 44) - o con basso titolo di studio (solo un terzo raggiunge almeno il diploma di scuola media superiore). Cresce rispetto al passato la percentuale di chi vive solo (da 72,9% a 76,5%), a svantaggio di chi vive con un partner o un figlio (dall'8% al 6%); poco più della metà (il 51%) dichiara di non essersi mai sposato.

L'indagine ha permesso non solo di "contare" gli utenti dei servizi ma anche di raccogliere informazioni sui percorsi di vita dei senza dimora: gli eventi che hanno preceduto la loro condizione, le caratteristiche socio-demografiche, le principali fonti di sostentamento, le relazioni con gli altri, lo stato di salute, le attività lavorative e l'utilizzo dei servizi. Va precisato che tra i servizi di accoglienza non sono stati inclusi i centri antiviolenza e quelli per i rifugiati; la specificità di tali servizi, infatti, ha portato a rimandare ad un successivo approfondimento la stima degli utenti che ad essi si rivolgono.

Rispetto alla precedente indagine, le differenze tra utenti stranieri ed italiani si vanno riducendo in termini di età, durata della condizione di senza dimora e titolo di studio, nonostante la componente italiana rimanga più anziana, meno istruita e da più tempo nella condizione di senza dimora. La perdita di un lavoro stabile insieme alla separazione dal coniuge e/o dai figli si confermano come gli eventi più rilevanti nel percorso di progressiva emarginazione che conduce alla condizione di "senza dimora"; un peso di un certo rilievo, seppur più contenuto, lo hanno anche le cattive condizioni di salute (disabilità, malattie croniche, dipendenze).

Questa seconda indagine introduce una importante novità, ovvero l'inclusione delle unità di strada tra i servizi presso cui incontrare le persone senza dimora, al fine di intercettare coloro che erano rimasti esclusi dalla rilevazione precedente. Il focus sulla città di Torino, in particolare, ha consentito di effettuare alcune stime da cui risulta che la quota dei senza dimora che non frequentano i servizi di mensa e di accoglienza notturna è decisamente minoritaria. Questi utenti, peraltro, hanno caratteristiche parzialmente diverse rispetto a coloro che si rivolgono ai servizi: oltre a dormire più spesso per strada, sono più spesso italiani, non hanno mai formato legami familiari, molto raramente lavorano e spesso hanno problemi di dipendenza, soprattutto da alcool.

Nella sezione studi e statistiche è disponibile la raccolta dei precedenti interventi di indagine e valutazione sui senza dimora promossi dal Ministero, alcuni dei quali sono stati avviati e realizzati in occasione del 2010, Anno Europeo della lotta alla povertà e all'esclusione sociale.  

Linee di indirizzo per il contrasto alla grave emarginazione adulta in Italia

Sono state approvate il 5 novembre in Conferenza Unificata le Linee di indirizzo per il contrasto alla grave emarginazione adulta in Italia. Il documento, presentato il 10 dicembre al Cnel, raccoglie le migliori esperienze locali, nazionali ed europee con l'obiettivo di qualificare gli interventi in favore delle persone in condizione di grave emarginazione e senza dimora su tutto il territorio nazionale, e in particolare nelle grandi città, dove il fenomeno è maggiormente concentrato. Frutto di un lavoro condiviso con i rappresentanti dei diversi livelli di governo e, in particolare, delle città metropolitane, le linee guida sono il risultato di un confronto che nasce dal basso, dalle attività dei servizi e dall'animazione dei territori, realizzato con la collaborazione della Fio.PSD - Federazione Italiana degli Organismi per le Persone senza Dimora. L'approccio adottato è orientato al cosiddetto Housing First, che identifica la "casa" come diritto e come punto di partenza da cui la persona senza dimora deve ripartire per avviare un percorso di inclusione sociale.  

"Affrontare i problemi con la logica dell'emergenza non è il modo giusto per risolverli - ha detto il Ministro. Occorre un approccio strategico che consideri la persona ed i suoi bisogni nella sua interezza, in modo da realizzare un intervento tagliato sulla condizione specifica in cui si trova. E' questa la volontà che ha ispirato la redazione delle Linee di indirizzo sul contrasto alla grave emarginazione adulta e il principio che, più in generale, dovrà ispirare tutte le politiche sociali e in particolare quelle di lotta alla povertà." (Leggi la dichiarazione del Ministro del 10 dicembre 2015).

Le linee di indirizzo costituiranno anche il riferimento per formulare proposte progettuali che potranno essere finanziate nei prossimi anni dai programmi comunitari di cui questo Ministero è titolare (PON inclusione e Programma relativo al Fondo di aiuti europei agli indigenti).

Oltre all'analisi dei fenomeni emergenti di povertà e allo studio delle condizioni di povertà estrema, le politiche di inclusione sociale prevedono una serie di misure nazionali volte a sostenere i redditi delle persone e delle famiglie. Tra queste segnaliamo in particolare i più recenti programmi della Carta acquisti e il Sostegno per l'Inclusione Attiva.