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Livelli dei Servizi socio-educativi per la prima infanzia  

 

Nel momento in cui l'Europa ha scoperto la centralità dell'infanzia e dell'adolescenza come risorse per lo sviluppo economico, ne ha colto tutta la fragilità e non solo numerica. Disoccupazione e povertà sono tra i  bambini e gli adolescenti molto più diffusi di quanto il mito della società dei consumi sia disposta ad ammettere.

A conferma la centralità e l'importanza di articolare le complesse politiche familiari, il confronto con gli altri Paesi dell'Unione Europea ha dimostrato l'impossibilità della famiglia odierna di garantire un adeguato livello di qualità della vita dei nuovi nati se non sufficientemente sostenuta da una rete di servizi socio-sanitari ed educativi. Sarà possibile avviare un nuovo Welfare a misura di famiglia soprattutto grazie alla rete dei servizi, con una rete territoriale qualificata, frutto di incontro tra pubblico e privato sociale, in grado di rispondere a varie tipologie di famiglie e ai loro bisogni.

Per sostenere le politiche di rafforzamento dei diritti dei bambini e della conciliazione tra vita familiare e vita lavorativa, è stato istituito con la legge 27 dicembre 2006 n. 296, un fondo di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007-2008-2009, da ripartire a livello regionale.

Per l’attuazione della citata disposizione è stato varato un Piano Straordinario per lo sviluppo del sistema territoriale dei servizi socio-educativi per la prima infanzia per il periodo 2007-2009, gestito congiuntamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le Politiche della Famiglia e dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, che ne stabilisce i livelli, i criteri e le modalità di attuazione.

Il piano, approvato il 26 settembre 2007 in Conferenza Unificata d'intesa tra il Governo, le Regioni e le autonomie locali, prevede l'incremento dei posti disponibili nei servizi per i bambini da zero a tre anni, in considerazione del territorio nazionale suddiviso in tre macro aree (Nord, Centro, Sud e Isole comprese).

L’intesa ha la finalità di avviare una rete “integrata, estesa, qualificata e differenziata” in tutto il territorio nazionale, relativa agli asili nido, ai servizi integrativi e ai servizi innovativi nei luoghi di lavoro, volti a promuovere il benessere e lo sviluppo sociale ed educativo dei bambini, il sostegno del ruolo genitoriale, la conciliazione dei tempi di lavoro e di cura tenendo conto della necessità di assicurare il livello di copertura della domanda dei servizi socio–educativi, che è stabilito nella misura media nazionale del 13% e, all’interno del sistema integrato di ciascuna Regione, in misura non inferiore al 6%.

Ai fini della valutazione del livello di attuazione del Piano Straordinario, con la predetta Intesa si predispone l’avvio di un’attività di monitoraggio quantitativo, qualitativo e amministrativo contabile di intesa con le Regioni, in collaborazione con il Centro Nazionale di Documentazione e Analisi per l’Infanzia e l’Adolescenza e l’ISTAT.