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  • In Evidenza
  • 28/08/2009
  • Il congedo parentale strumento e tutela della flexsecurity : in anteprima il testo della direttiva europea al varo.
 Finalmente... esordisce così il post della coblogger Alessandra Servidori, consigliera dei ministri Sacconi e Carfagna nonchè componente del Comitato Consultivo della Commissione Europea per le politiche di pari opportunità in rappresentanza dell'Italia.
 Finalmente una notizia di prima mano dall'Europa, dirà qualche lettore/trice interessato ai temi della parità di genere, della flexecurity e del lavoro. In anteprima per Jobtalk ecco commentata la direttiva sul congedo parentale che verrà varata il 3 settembre e proteggerà i lavoratori e le lavoratrici europee dalle discriminazioni garantendo a padri e madri l'esercizio di questo diritto. La durata sarà estesa a quattro mesi, dai tre attuali.
Al ritorno i lavoratori potranno godere di orari flessibli come diritto se lo vorranno.
Questo è l'allegato:DIRETTIVAEUROPEACONGEDIPARENTALIagosto2009
Il resto sono chiacchiere. O archeologia dei dati . O informazione-fiction. Come sempre, grazie ai blog che riprenderanno questa notizia, ma è gradito il link o almeno la citazione. E grazie ad Alessandra della primizia. E della stima di Alessandra Servidori Consigliera Nazionale di parità-Componente del Comitato Consultivo della Commissione Europea per le politiche di pari opportunità-. -Finalmente il Consiglio Europeo con la proposta di Direttiva che sarà definitivamente varata il 3 settembre prossimo conferisce valore giuridico all'accordo quadro riveduto in materia di congedo parentale concluso il 18 giugno 2009 dalle parti sociali europee a livello intersettoriale. L'accordo riveduto estende da tre a quattro mesi il diritto individuale dei lavoratori di entrambi i sessi al congedo parentale e introduce vari miglioramenti e chiarimenti relativi all'esercizio di tale diritto. I lavoratori saranno protetti da discriminazioni derivanti dalla richiesta o dall'esercizio del congedo parentale. La ripresa dell'attività professionale dopo il periodo di congedo sarà facilitata, segnatamente accordando ai lavoratori il diritto di richiedere orari di lavoro flessibili. L'accordo e la presente proposta contribuiranno a una migliore conciliazione di vita professionale, vita privata e familiare e a promuovere la parità di genere sul mercato del lavoro.La direttiva è coerente con le politiche dell'UE e in particolare con la strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione. Promuovendo una distribuzione più equilibrata delle responsabilità familiari tra madri e padri mediante il miglioramento delle condizioni per l'esercizio del congedo parentale, contribuirà a ridurre la disparità tra i generi in termini di tassi occupazionali, come prescrive uno degli obiettivi della strategia di Lisbona. La proposta rappresenta inoltre un contributo alle politiche tese a far fronte alla sfida demografica cui si trova confrontata l'Europa. La proposta ha lo scopo di aggiornare le norme minime comuni europee sulla concessione del congedo parentale ai lavoratori con figli piccoli e sulla loro protezione nell'ambito del rapporto di lavoro, consentendo in tal modo la parità di condizioni in questo aspetto essenziale della conciliazione tra vita professionale, vita privata e familiare. Tale obiettivo può essere conseguito unicamente mediante una misura a livello comunitario e non dai singoli Stati membri. Sia le parti sociali europee che la Commissione sono convinte della necessità di un'azione comunitaria in questo settore. L'accordo stabilisce tuttavia solo i principi generali relativi al congedo parentale e lascia agli Stati membri la decisione sulle modalità applicative di tali principi.
Grazie a frequenti riferimenti al potere discrezionale degli Stati membri e delle parti sociali a livello nazionale in una serie di settori, l'accordo e la proposta evitano di essere eccessivamente vincolanti e lasciano una notevole libertà per l'adattamento delle disposizioni al mercato del lavoro dello Stato membro interessato.
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