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  • In Evidenza
  • 27/02/2013
  • Congedo obbligatorio al padre, voucher di cura in alternativa al congedo parentale della madre: non per i dipendenti P.A.


La Consigliera Nazionale di Parità interviene in merito alla nota del Dipartimento della Funzione Pubblica, resa nota il 20 febbraio 2013 (..), e relativa alla non applicabilità anche ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni, delle nuove misure sperimentali previste dall’articolo 4 della L.92/2012 (congedo obbligatorio per il padre e voucher di cura in alternativa al congedo parentale nel primo anno di vita del figlio per la madre).

"La non applicabilità alle P.A. era chiarita già nelle premesse della L.92/2012, laddove ai commi 7 e 8 dell’articolo 1, pur sottolineando come le disposizioni della legge di riforma del mercato del lavoro costituiscono <principi e criteri per la regolazione dei rapporti di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni>, per la loro estensione anche alla P.A., necessitano di un intervento del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione. Quest'ultimo, sentite le OO.SS. maggiormente rappresentative dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, individua e definisce - anche mediante iniziative normative - <gli ambiti, le modalità e i tempi di armonizzazione della disciplina relativa ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche>.

“E’ dunque evidente - dichiara Servidori - che la norma non è estendibile erga omnes alla P.A. . Il problema di una omogeneizzazione delle norme del diritto del lavoro pubblico e privato è un obiettivo da perseguire prioritariamente. Altrimenti avremo sempre delle differenze che rendono la situazione lavorativa dei dipendenti e delle dipendenti disuguale. Peraltro ricordo che, per superare il dualismo delle protezioni, in molti programmi elettorali questo obiettivo è stato promosso attraverso un Testo Unico, un Codice del lavoro integrato nel codice civile, composto da un numero limitato di articoli, leggibile e comprensibile secondo le linee guida dell'Unione Europea".

La Consigliera Nazionale di Parità continua affermando che: "Diversamente sarà necessario che la norma sia ratificata con apposito provvedimento dal Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione".

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