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    07/01/2014
  • Buoni pensieri - Lettera alle Consigliere di Parità
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    Care colleghe il nuovo anno corre già e dopo la conferenza stampa del 18 dicembre scorso con il Ministro Giovannini stiamo, per quel che ci riguarda a livello nazionale, programmando le attività con alcune novità che saranno il tema del nostro incontro del 15 gennaio. Intanto, se non lo avete già fatto, vi sollecito a leggere il tanto materiale che abbiamo pubblicato e consegnato al Ministro che rappresenta il consuntivo dell’anno appena concluso e la piattaforma del 2014, densa di attività e appuntamenti importanti, compresa la guida alla comprensione della lettura della busta paga per prevenire le possibili differenze salariali. Mi auguro che nell’incontro già programmato vi sia la reciproca condivisione delle iniziative che sui territori si intendono attivare così da ottimizzare le nostre energie. Dopo l’approvazione della legge di stabilità e la pausa natalizia siamo già di nuovo in pista e qui stiamo con molta determinazione. Secondo il buonsenso che sicuramente ci accompagna, seguiamo le vicende del nostro Paese condividendo le priorità che dobbiamo realizzare.

    Il riformare la politica e le istituzioni è il primo obiettivo su cui ci auguriamo si concentreranno le attività di Governo e Parlamento. L’impegno che è stato preso con il Paese è quello della riduzione del numero dei parlamentari, la già operativa abolizione delle province dalla Costituzione, la fine del bicameralismo perfetto, con un'unica Camera che voti la fiducia al Governo e la trasformazione del Senato in Camera delle Regioni e delle Autonomia, di una riforma del Titolo V della Costituzione che metta ordine nel rapporto tra centro e poteri decentrati.

    Il secondo grande obiettivo da realizzare in frettissima deve essere la modifica della legge elettorale: essa deve evitare un eccesso di frazionamento permettendo la formazione di una maggioranza chiara e stabile di governo e creando un legame, il più diretto possibile, tra cittadini ed eletto.

    Il terzo obiettivo che deve essere raggiunto con l’azione di Governo si riferisce alla difficile situazione economica e sociale del Paese. Dobbiamo innanzitutto continuare a far scendere contemporaneamente il debito, il deficit, le spese di parte corrente e le tasse su famiglie e su imprese, piccole e grandi. Dobbiamo raggiungere l'anno prossimo la crescita dell'1 per cento e arrivare alla crescita del 2 per cento nel 2015. Dobbiamo aggiornare le nostre politiche di competitività industriale a sostegno di imprese, in particolare piccole e medie, affinché siano sempre più innovative, digitalizzate e internazionalizzate e su queste nuove competenze sintonizzare i percorsi di formazione e aggiornamento dei giovani e delle donne che, rimangono per noi consigliere di parità, coloro che devono e possono entrare e rimanere sul mercato del lavoro. Dobbiamo,sicuramente creare un clima più favorevole agli investimenti attraverso il piano «Destinazione Italia», con le sburocratizzazioni, l'apertura dei mercati, le semplificazioni, in particolare dei codici del lavoro e di quello fiscale, e le riforme della giustizia civile. E’ necessario puntare sul processo di revisione della spesa, già avviato dal Commissario Cottarelli. Insieme ai proventi derivanti dalla lotta all’evasione fiscale e la tassazione sui capitali dall’estero, i risparmi della spending review dovranno essere destinati al taglio della tassazione sul lavoro, assegnando in parti uguali i benefici ai lavoratori e alle imprese.

    La migliore risposta al crescente disagio sociale, al malessere e alle proteste è quella della buona politica, che in maniera efficace deve riformare se stessa e le istituzioni. Le varie manifestazioni di gruppi che in forme spesso estreme e non condivisibili “incendiano” il nostro Paese sono sicuramente la rappresentazione della difficoltà che viviamo dal punto di vista della coesione sociale. E’ necessario incanalare la protesta in forme positive e costruttive di partecipazione e soprattutto di proposte condivisibili come ha indicato il Presidente Napolitano, distinguendo la manifestazione del malessere sociale dal tentativo, tutto politico, di cavalcare la piazza ed aizzare le folle contro le istituzioni. Una protesta senza sbocchi è una protesta che esaurisce la sua forza inutilmente: la strada giusta non è mai quella della violenza, ma la costruzione di percorsi di partecipazione e confronto pacifico e democratico, passo dopo passo, per ridare speranze a chi ha perso il lavoro, alle imprese, alle famiglie, alle donne,ai giovani.

    Vi saluto e vi ringrazio, insieme alle colleghe e ai colleghi, degli auguri che ci avete inviato.

     

    La Consigliera Nazionale di Parità

    Alessandra Servidori ​

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