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  • 03/11/2014
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Il Gender Gap Report 2014: Italia 69esima nell'indice generale ma peggiora per partecipazione femminile all'economia e parità salariale.

L'Italia risale la classifica mondiale della parità di genere, anche se resta tra i Paesi con minore partecipazione delle donne nell'economia e con le maggiori disparità salariali.

Il Rapporto 2014 "Global Gender Gap", pubblicato dal World Economic Forum sancisce in particolare l’aumento del gender pay gap per le lavoratrici italiane.

Sui 142 Paesi presi in considerazione, l'Italia sale al 69° posto, guadagnando 2 posizioni dal 2013 nell'indice generale, ma scende al 114° dal 97° per partecipazione femminile nel campo economico e al 129° per parità salariale. Bene per le donne in politica: l’Italia è al 37° posto.

Come sempre la classifica sulla parità di genere, ormai alla nona edizione, resta guidata dai paesi del nord Europa, Islanda, Finlandia, Norvegia, Svezia e Danimarca nelle prime cinque posizioni. Tra i paesi europei è la Germania che spicca al 12esimo posto mentre la Francia risale molte posizioni portandosi al 16esimo posto dal 45esimo dello scorso anno.

Risalgono anche gli Usa che quest'anno conquistano il 20esimo posto. Mentre nella Top 10 si ritrovano il Nicaragua, il Rwanda e anche le Filippine. In linea generale il rapporto del Wef fa notare che il gap uomo-donna, dal 56% rilevato nel 2006, nella prima edizione, si e' leggermente chiuso al 60% ma, si legge nel rapporto, per raggiungere il 100% di uguaglianza "ci vorranno 81 anni".

Nuova composizione della Commissione Europea: 9 donne sul totale dei 28 commissari

Il nuovo collegio avrà sette vicepresidenti, che coordineranno il lavoro di vari commissari in funzione delle esigenze e dei progetti. Il numero complessivo di donne porta la percentuale femminile al 32%. Vera Jourova della Repubblica Ceca è stata nominata commissaria per la Giustizia, consumatori e parità di genere.

Italia: Conciliazione e Lavoro Pubblico: il Disegno di legge del 10 luglio 2014 sulla riforma della Pubblica amministrazione, presentato dal Primo Ministro Renzi di concerto con il Ministro Madia, è all’esame in commissione Senato

Il Disegno di legge del 10 luglio 2014 sulla riforma della Pubblica amministrazione dal 3 settembre all’esame in Senato della 1ª Commissione permanente (Affari Costituzionali) mette in risalto la necessità di aiutare, senza distinzioni, i lavoratori del settore pubblico a conciliare vita e lavoro, favorendo la genitorialità e le esigenze di cura familiare attraverso la semplificazione dell’utilizzo dello strumento del telelavoro e lo smart working previsti nell’art. 11 del Disegno di Legge.

L'articolo 11 mira a garantire la conciliazione delle esigenze di vita e di lavoro dei pubblici dipendenti, favorendo il ricorso alle molteplici forme di lavoro part-time, nonché il ricorso al telelavoro, tramite l'utilizzazione delle nuove possibilità offerte dall'innovazione tecnologica, la stipula di convenzioni con asili nido e l'organizzazione di servi di supporto alla genitorialità.

Quote Di Genere: Quote rosa, aumentano le donne nei cda

L’Italia seconda in Europa per incremento poiché aumenta il numero di donne nei consigli di amministrazione delle società europee quotate. Lo scorso aprile la percentuale di presenza femminile media è salita al 18,6% dal 17,8% dell’ottobre 2013, secondo i dati della Commissione europea. L’Italia è esattamente sulla media europea, al 18,6%. Da ottobre 2010 ad aprile 2014 la presenza di donne nei consigli è aumentata in 23 dei 28 Stati membri. L’Italia, con un incremento del 14%, ha registrato il secondo aumento più elevato dopo quello della Francia.

Al momento sono cinque i Paesi Ue che contano almeno il 25% delle donne nei board delle società quotate: Lettonia, Francia, Finlandia, Svezia e Olanda.  E’il risultato positivo anche del forte sostegno dato dal Parlamento europeo nel novembre 2013 alla proposta di direttiva della Commissione, che mira al raggiungimento di una quota di almeno il 40% di donne tra i componenti non esecutivi nei consigli di amministrazione delle società quotate (la proposta è attualmente in discussione da parte del Consiglio di l'Unione europea).

Il rapporto completo è scaricabile dal sito della DG Justice UE

Impatto delle donne sui risultati aziendali: i dati parlano

Più diversità di genere nel management, più performance finanziaria. Il nuovo studio Credit Suisse Research Institute lo dimostra con dati oggettivi.

Secondo un recente studio intitolato "The CS Gender 3000: Women in Senior Management", un numero più elevato di donne in posizioni di senior management rende infatti possibile un miglioramento della performance finanziaria delle aziende e fa la differenza per gli investitori in termini di rendimento dell'azione. Lo studio è basato sul database "Credit Suisse Gender 3000", sviluppato dai ricercatori attraverso la mappatura delle strutture dei consigli di amministrazione e del senior management di oltre 3000 società a livello globale. Inoltre la ricerca evidenzia: sempre più donne ai vertici delle società. Italia sopra la media.

 
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