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Data ultimo aggiornamento: 24 febbraio 2016

 

Piano di prevenzione della corruzione

La Legge del 6 novembre 2012 n. 190 “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione” ha introdotto gli strumenti finalizzati alla prevenzione ed alla repressione del fenomeno corruttivo, individuando i soggetti preposti ad adottare iniziative in materia.

Le strategie di prevenzione e contrasto della corruzione derivano dall’azione sinergica dei seguenti soggetti: 1) il Dipartimento della funzione pubblica, che opera come soggetto promotore delle strategie di prevenzione e come coordinatore della loro attuazione, svolge principalmente un ruolo propositivo e di coordinamento e predispone il Piano Nazionale Anticorruzione (P.N.A.); 2) la C.I.V.I.T (oggi ANAC) che, in qualità di Autorità nazionale anticorruzione, svolge funzioni di raccordo con le altre autorità ed esercita poteri di vigilanza e controllo per la verifica dell’efficacia delle misure di prevenzione adottate dalle amministrazioni nonché in merito al rispetto della normativa in materia di integrità e trasparenza.

La norma in questione ha introdotto gli strumenti finalizzati alla prevenzione ed alla repressione del fenomeno corruttivo, individuando i soggetti preposti ad adottare iniziative in materia.

In particolare, la legge prevede che ciascuna amministrazione centrale dovrà definire “un piano di prevenzione della corruzione che fornisce una valutazione del diverso livello di esposizione degli uffici al rischio corruzione e indica gli interventi organizzativi volti a prevenire il medesimo rischio” [articolo 1, comma 5, lettera a) della legge n. 190/2012], entro il 31 gennaio di ogni anno.

L’adozione del piano avviene da parte dall’organo di indirizzo politico ai sensi dell’art.1 comma 8 della legge 6 novembre 2012 n.190, su proposta del responsabile individuato dallo stesso organo di indirizzo politico ai sensi del comma 7.

Il piano una volta adottato viene trasmesso al Dipartimento della funzione pubblica.

 

Con DPCM del 22 gennaio 2016, in corso di perfezionamento, è stata nominata Responsabile della prevenzione della corruzione ai sensi dell’art. 1, comma 7, della legge 6 novembre 2012, n. 190 e Responsabile della trasparenza ai sensi dell’art. 43 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n.33 del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, la Dott.ssa Agnese De Luca.
 
• Atto di nomina (in corso di perfezionamento)
• Curriculum vitae
• Dichiarazione di insussistenza di cause di inconferibilità e di incompatibilità (D.lgs. 39/2013)

 
 
Piano triennale di prevenzione della corruzione 2016-2018

- Decreto Ministeriale 29 gennaio 2016 (formato .pdf 1,48 Mb)

- Piano Triennale di prevenzione della corruzione (formato .pdf 1,53 Mb)

- Allegati (formato .zip 43,2 Kb)
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Triennio 2015-2017

Triennio 2013-2016

 

- Concluso l’iter di selezione dei venticinque dirigenti (10 dirigenti dell’Amministrazione centrale e 15 dirigenti del territorio) individuati per lo svolgimento di attività di internal auditing a seguito della procedura attivata dal Segretariato Generale con avviso del 30 giugno 2014 La Direzione Generale per le politiche del personale, l’innovazione organizzativa, il bilancio – UPD, in raccordo con la Scuola Nazionale dell’Amministrazione, avrà cura di avviare le iniziative formative già definite.

- Concluso l’iter di selezione dei trenta funzionari (10 unità dell’Amministrazione centrale e 20 degli uffici periferici) individuati per lo svolgimento di attività di internal auditing a seguito della procedura attivata dal Segretariato Generale con Avviso del 30 giugno 2014.
La Direzione Generale per le politiche del personale, l’innovazione organizzativa, il bilancio – UPD, in raccordo con la Scuola Nazionale dell’Amministrazione, avrà cura di avviare le iniziative formative già definite.