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Semestre Europeo

Incontro informale congiunto dei Ministri dell'Ambiente e del Lavoro

Milano, 17 Luglio 2014

 

Intervento del Ministro del lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti

Sessione Plenaria

Crescita verde e Lavoro

 

Buongiorno a tutti,

come rappresentante della Presidenza Italiana e come Ministro del Lavoro, sono molto felice di avere organizzato assieme al Ministro Galletti il primo incontro congiunto tra Ministri dell'Ambiente e Ministri del Lavoro Europei. Attraverso la cooperazione e il dialogo è infatti possibile rafforzare ulteriormente l'approccio integrato tra le diverse aree di policy, approccio che rappresenta la risposta più efficace alle sfide imposte dal raggiungimento della Strategia Europa 2020. È in tale prospettiva che come Ministro del Lavoro mi sono impegnato anche a collaborare anche con il Ministro delle Finanze Pier Carlo Padoan per l'incontro informale dei Ministri del Lavoro Europei che seguirà questo evento e con il Ministro dell'Istruzione Stefania Giannini per gli incontri già fissati nell'agenda del Semestre di Presidenza di dicembre.

La transizione verso un'economia verde, a basse emissioni di carbonio ed efficiente sotto il profilo della gestione delle risorse offre promettenti opportunità di crescita di cui non bisogna disperdere il potenziale.

Nonostante la perdurante recessione economica, negli ultimi anni in Europa sono stati creati milioni di posti di lavoro nelle attività connesse alla produzione di energie da fonti rinnovabili, all'efficienza energetica, alla riduzione degli sprechi e alla gestione dell'acqua, al miglioramento della qualità dell'aria, al ripristino e alla conservazione della biodiversità e allo sviluppo delle infrastrutture verdi.

Ma se è vero che il termine "green jobs" non indica solamente le professioni direttamente connesse al settore dei servizi ambientali, ma include tutte quelle competenze indirizzate a ridurre l'impatto ambientale dell'attività umana e ad accompagnare un modello di crescita sostenibile dal punto di vista sociale, economico e ambientale, ci si rende conto dell'enorme potenziale insito nel processo di transizione verso l'adozione di tecnologie, modelli organizzativi e produttivi più efficienti, rispettosi dell'ambiente e costruiti sul paradigma della gestione circolare delle risorse.

Il processo di trasformazione che stiamo già vivendo non è solamente il frutto di una lungimirante decisione politica. Si tratta piuttosto di un inevitabile e ineludibile cambiamento, che va gestito attraverso la piena integrazione  e il massimo grado di complementarietà tra le politiche energetiche, le politiche ambientali e le politiche del lavoro.

In un contesto in cui la crescente scarsità di risorse produce tensioni a livello globale, l'approvvigionamento di energia elettrica rappresenta una delle maggiori voci di costo per le imprese. Questo significa che le scelte di politica energetica hanno sempre un impatto rilevante sul mercato del lavoro, in quanto influenzano inevitabilmente le scelte di imprenditori e manager sia rispetto al mix ottimale di fattori da utilizzare nel processo produttivo che alla migliore dislocazione dei diversi segmenti del ciclo produttivo.

Il ruolo delle politiche del lavoro finisce quindi spesso per essere subalterno, limitandosi a garantire un pieno ed efficiente utilizzo del fattore lavoro in uno scenario fortemente influenzato dalle scelte di politica energetica. Nella transizione verso un'economia verde, le politiche del lavoro possono invece svolgere un ruolo proattivo nel facilitare la creazione di posti di lavoro di qualità e favorire la diffusione di tecnologie eco-compatibili.  

Abbiamo quindi particolarmente apprezzato la recente comunicazione della Commissione Europea che ribadisce il ruolo centrale delle politiche del lavoro e della formazione nell'assicurare un pieno sostegno alla creazione di posti di lavoro nella green economy attraverso la piena convergenza e sintonia con le politiche ambientali, nell'ottica di centrare gli obiettivi della strategia Europa 2020. 

Al pari dei numerosi studi e delle numerose raccomandazioni espresse dai maggiori organismi che hanno affrontato il tema della green economy, e che sono oggi qui rappresentati dai loro massimi esperti, l'iniziativa della Commissione per favorire la creazione di posti di lavoro verdi ci ricorda che il percorso verso il pieno sfruttamento delle potenzialità connesse a questo cambiamento di modello di sviluppo presenta anche sfide importanti.

Come Europa nel suo complesso e come singoli Stati Membri siamo in particolare chiamati a colmare le lacune di competenze; anticipare i cambiamenti, garantire le transizioni e promuovere la mobilità; sostenere la creazione di posti di lavoro; accrescere la qualità dei dati.

Nel dibattito di oggi siamo chiamati a fornire risposte concrete a queste sfide e a lanciare messaggi chiari che ribadiscano l'impegno a sostenere un modello di crescita sostenibile, inclusivo e intelligente, anche nell'ottica della revisione della Strategia Europa 2020. A tal fine, l'Italia ha inserito l'obiettivo di rendere più verde il Semestre Europeo tra le priorità del Semestre di Presidenza del Consiglio dell'Unione Europea, con l'obiettivo di arricchire l'Analisi Annuale della Crescita con analisi e contributi in tema di crescita verde e creazione di posti di lavoro verdi. 

Per rendere fruttuoso il dibattito odierno ci avvarremo delle analisi di ILO, OCSE e UNEP, organismi che da tempo sono impegnati nella promozione di politiche e nella definizione di strategie volte a cogliere le opportunità offerte dalla green economy.  Il loro supporto consentirà di gettare uno sguardo anche tra le interrelazioni tra le politiche comunitarie e il più ampio contesto globale. Ringrazio anche l'Istat, che ha contribuito ai nostri lavori con importanti riflessioni in tema di misurazione dei lavori verdi. Saranno altresì importanti le opinioni delle Parti Sociali e delle ONG, che potranno portare nel dibattito l'impegno e la voce della società civile.

Mi associo quindi ai ringraziamenti del mio collega Galletti ai Commissari europei Laszlo Andor, Janez Potocnik e Connie Hedegaard, al Direttore  Generale dell'ILO Guy Ryder ed al Direttore Ambiente dell'OCSE, Simon Upton, per aver voluto contribuire al nostro dibattito. Ringrazio inoltre sin da ora gli esperti chiamati a moderare le tavole rotonde che seguiranno questa prima occasione di approfondimento.

Nell'augurare a tutti noi una giornata di lavoro proficua e costruttiva lascio la parola a Guy Ryder, Direttore esecutivo dell'ILO.