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                                                                                                                                                                     ultimo aggiornamento 25 marzo 2014

 

Donne e lavoro: le misure a favore dell'occupazione femminile

Uguaglianza salariale, accesso al mercato del lavoro, conciliazione famiglia-lavoro, credito agevolato: questi gli obiettivi in tema di occupazione femminile e temi prioritari delle iniziative in corso e di quelle future.

 

La situazione delle donne sul mercato del lavoro

In Italia le opportunità delle donne nel mercato del lavoro sono frenate da problemi di natura strutturale. Eppure le donne ormai raggiungono gli uomini, e spesso li superano, sia nella formazione scolastica sia nella preparazione universitaria. La barriera all'entrata nel mercato del lavoro costituisce quindi una discriminazione che deve essere superata. Allo stesso tempo, è di fondamentale importanza fronteggiare la diversità, anche salariale. La crisi ha colpito duramente le donne, soprattutto nel Mezzogiorno, che per risolvere i problemi economici della famiglia accettano lavori anche dequalificanti. Inoltre, il part-time involontario, cioè quello stabilito dalle aziende e non per motivi di conciliazione, è una condizione sempre più diffusa tra le lavoratrici. Infine, migliorare la conciliazione fra i tempi di lavoro e quelli di cura, rappresenta uno dei principali obiettivi per fare esprimere pienamente il potenziale femminile nel mondo del lavoro e migliorare la produttività delle aziende pubbliche e private.

 

Le azioni del Ministero

Le politiche messe in campo dal ministero mirano a introdurre nuove norme di tutela, ma anche dare concreta attuazione a quelle già esistenti, attraverso azioni in grado di cambiare l'approccio culturale con cui le aziende, i lavoratori e le lavoratrici, guardano a questo tema. In questa direzione va l'istituzione di una Commissione sulla conciliazione lavoro-famiglia, che verrà istituita presso il ministero e la cui attività sarà finalizzata a individuare le azioni che potranno essere messe in campo, distinguendo quelle attuabili a titolo non oneroso da quelle per le quali sarà invece necessario sostenere dei costi. I lavori della commissione saranno svolti grazie alla collaborazione fra il Ministero del Lavoro, il Dipartimento Pari Opportunità, il Dipartimento della Famiglia e la Rete delle Consigliere di Parità, con il supporto di un numero di esperti con competenze giuridiche, economiche e sociologiche.

In questa direzione, il Ministero ha affidato alla sua agenzia tecnica, Italia Lavoro, la realizzazione del progetto LaFemMe per offrire servizi di formazione e consulenza finalizzati a promuovere la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e a facilitare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro. L'iniziativa si inserisce nelle politiche europee che hanno designato il 2014 come Anno Europeo per la Conciliazione.

 

Le iniziative e i risultati

Al fine di promuovere l'occupazione femminile e per incentivare la creazione di rapporti di lavoro stabili, già la Legge 92/2012 di riforma del mercato del lavoro aveva previsto l'introduzione di incentivi per le aziende che assumono donne di qualunque età, prive di impiego da almeno ventiquattro mesi (termine che si abbassa a 6 mesi in caso di lavoratrici residenti in aree svantaggiate o se impiegate in una professione o in un settore economico caratterizzati da una accentuata disparità occupazionale di genere). Questa misura, attuata nell'estate del 2013, insieme agli aiuti per le aziende che assumono disoccupati ultracinquantenni, ha già consentito l'assunzione di 6.500 donne, di cui 4.500 solo nel Mezzogiorno. Inoltre, delle 18.000 domande pervenute all'INPS grazie agli incentivi per l'occupazione giovanile (DL 76/2013), il 38% ha riguardato donne (7.000 domande per assunzioni a tempo indeterminato di giovani donne fino a 29 anni, di cui 2.700 solo nel Mezzogiorno). In questi mesi, quindi, sono quasi 14.000 le donne che hanno trovato lavoro grazie all'azione del Governo, una tendenza che indica come gli incentivi stiano ottenendo i risultati previsti, tanto da far ritenere opportuno potenziarli nel prossimo futuro.

Inoltre, l'INPS ha recentemente reso operativo l'incentivo alle imprese previsto dal Decreto Legge 76/2013, che riguarda l'assunzione di disoccupati che fruiscono dell'ASPI. Si tratta di un incentivo che stimola le aziende ad assumere le persone fin dall'inizio del periodo di inattività, cioè dal momento in cui entrano in stato di disoccupazione.

Infine, sul fronte dell'imprenditoria femminile, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali ha sostenuto la campagna istituzionale "Riparti da te! Bella impresa essere donna", organizzata dall'Ente Nazionale per il Microcredito, concepita con l'obiettivo di far conoscere le modalità di accesso ai prestiti agevolati messi a disposizione per creare piccole imprese e dare impulso al lavoro autonomo. Il microcredito, infatti, è un strumento per superare il problema di accesso al credito delle donne che, rispetto agli uomini, spesso sono ancora penalizzate da tassi d'interesse più alti, importi inferiori accordati e, soprattutto, dalla richiesta di maggiori garanzie.

Si inserisce in questo contesto l'art. 1, comma 215 della Legge 27 dicembre 2013 n. 147 (Legge di stabilità 2014) che istituisce presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il Fondo per le politiche attive e che si avvarrà di un prestito di 15 milioni di Euro nel 2014 e di 20 milioni di Euro nel 2015 e 2016: un passaggio che sottolinea lo sforzo per migliorare le politiche attive e agevolare il reinserimento nel mondo del lavoro, nel tentativo di diminuire il ricorso agli ammortizzatori sociali.