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Previdenza complementare

  

La previdenza complementare, disciplinata dal D.Lgs. 5 dicembre 2005 n. 252, rappresenta il secondo pilastro del sistema pensionistico il cui scopo è quello di integrare la previdenza di base obbligatoria o di primo pilastro. Essa ha come obiettivo quello di concorrere ad assicurare al lavoratore, per il futuro, un livello adeguato di tutela pensionistica, insieme alle prestazioni garantite dal sistema pubblico di base.

La previdenza complementare è basata su un sistema di forme pensionistiche incaricate di raccogliere il risparmio previdenziale mediante il quale, al termine della vita lavorativa, si potrà beneficiare di una pensione integrativa.

 

Principali fonti normative 

Decreto Legislativo n. 252 del 5 dicembre 2005 (formato pdf 518 Kb) (G.U. n. 289 del 13-12-05, Suppl.Ordinario n. 200) Disciplina delle forme pensionistiche complementari integrato con le modifiche apportate dalla Legge n. 296/2006 (finanziaria 2007) e dal Decreto Legislativo n. 28/2007 (che attua la direttiva 2003/41/CE in tema di attività e di supervisione degli enti pensionistici aziendali e professionali) dal decreto legislativo n. 66/2015 (che apporta modifiche alla normativa sui fondi pensione per l’attuazione della Direttiva 2013/14/UE, recante modifiche alla Direttiva 2003/41/CE - Direttiva IORP -, e per l’adeguamento alle disposizioni del Regolamento UE 462/2013 relativo alle agenzie di rating).

Legge n. 243 del 23 agosto 2004 (formato pdf 92,56 Kb) (Gazzetta Ufficiale n. 222 del 21 settembre 2004) Norme in materia pensionistica e deleghe al Governo nel settore della previdenza pubblica, per il sostegno alla previdenza complementare e all'occupazione stabile e per il riordino degli enti di previdenza ed assistenza obbligatoria.

Decreto Legislativo n. 124 del 21 aprile 1993 (formato pdf 100,8 Kb) Disciplina delle forme pensionistiche complementari, a norma dell'articolo 3, comma 1, lettera v), della legge 23 ottobre 1992, n. 421 

 • Art. 10 comma 2 del Decreto Legge 76/2013 convertito con Legge n. 99/2013 La norma riconosce alle fonti istitutive di fondi che, procedendo direttamente alla erogazione delle prestazioni, si trovino di squilibrio, la possibilità di rideterminare le regole del finanziamento, la disciplina delle prestazioni, con riferimento sia alle rendite in corso di pagamento sia a quelle future.

  • Art. 11 comma 4 del Decreto Legge 174/2012 convertito con legge n. 213/2013 La norma riconosce la possibilità per i lavoratori residenti nei comuni delle province colpite dal sisma del maggio 2012, di poter derogare ai limiti temporali previsti per la concessione delle anticipazioni, ai sensi dell'art. 11 comma 7, lett. b del d.lgs 252/2005.